Giovanni Ozzola

poltrona, 2003

a cura di Pier Luigi Tazzi

/ Sede: Dryphoto arte contemporanea, Palazzo Dragoni, Teatro Metastasio, Politeama Pratese, Museo del Tessuto, libreria Sopratuttolibri, Prato
/ Date: 14 Maggio – 15 Luglio 2004
/ Organizzazione: Dryphoto arte contemporanea

La personale di Giovanni Ozzola, curata da Pier Luigi Tazzi, inaugura una collaborazione fra Dryphoto arte contemporanea e Gli Ori, una casa editrice che opera nel mondo dell’arte contemporanea. Una mostra e un libro, il primo di una collana dedicata ai giovani artisti. Giovanni Ozzola, nato a Firenze nel 1982, dopo varie peregrinazioni, attualmente vive a Firenze.

Inizia a lavorare nell’ambito della fotografia pubblicitaria e di moda quando ha appena sedici anni. Datano al 1999 i suoi primi lavori d’arte con composizioni fotografiche in forma di dittici, trittici, sequenze e, più di rado, di immagini singole. Al principio il suo lavoro è una sorta di monitoraggio visivo dell’ambiente che lo circonda, in particolar modo la casa, utilizzando immagini spesso sfuocate. La luce è elemento fondamentale delle sue composizioni, una luce che scivola sulle cose, sui corpi e sugli ambienti interni ed esterni stravolgendone la visione. Gli autoritratti, meno frequenti, sono auto rappresentazioni di momenti ed atteggiamenti particolari in cui si diluisce la fissità e l’unicità dell’Io. Dal 2001 si dedica totalmente all’attività artistica. Nello stesso anno inizia a lavorare anche con il video. L’immagine video, sempre inserita in video-istallazioni, diviene la finestra in una situazione spaziale, in interno o in esterno, che si apre sulla visione di un mondo colto in un suo stato primordiale, non ancora compromesso dalla trivialità dell’esistenza, sospeso in una dimensione statica, attraversato ma non alterato dall’energia. Il fine della sua produzione artistica è di riscoprire e mostrare una profonda armonia intesa come l’elemento sostanziale della vita nel mondo, e di porvisi in sintonia. Le opere esposte a Prato, in occasione della prima personale dell’artista, fotografie e video, riflettono il suo intero percorso, privilegiando tuttavia la sua ultima produzione, attraverso un’articolazione espositiva che copre più spazi con diverse modalità. A Dryphoto arte contemporanea, l’artista interviene modificando lo spazio della prima stanza che diventa contenitore e, allo stesso tempo, espressione della sua sensibilità. Nella seconda viene mantenuto il carattere di ufficio, pur contaminato dalla presenza delle opere. In Palazzo Dragoni, un edificio XIX secolo con affaccio sulla storica Piazza del Duomo, si ha come un’intrusione (squatting) in uno spazio domestico momentaneamente dismesso e ancora carico di segni di chi lo ha precedentemente abitato. Nel percorso fra la Dryphoto e Palazzo Dragoni l’autoritratto Piazza Rossa, 2001 è come uno stendardo che fa da cerniera fra questi due spazi. Alcune opere saranno esposte presso istituzioni culturali pubbliche e private cittadine: il Teatro Metastasio, il Politeama Pratese, il Museo del Tessuto, la libreria Sopratuttolibri e saranno visibili solo nel normale orario di apertura di questi spazi. Opere dislocate dunque in spazi diversi che incontreranno di volta in volta un pubblico diverso, in Dryphoto quello già introdotto al mondo dell’arte, in Palazzo Dragoni quello invitato dai proprietari dell’appartamento e dagli organizzatori della mostra, nei luoghi di cultura chi di lì transita per assistere a spettacoli, comprare libri, visitare il museo. Anche l’invito è luogo di manifestazione dell’opera pur rimanendo strumento di comunicazione per annunciare e diffondere informazione sull’evento/mostra. Infine il libro, importante veicolo della fotografia e dell’arte, è concepito come ulteriore spazio autonomo per la manifestazione della sensibilità dell’artista e parallelo alla mostra.

Giovanni Ozzola, Senza titolo, 1999 Giovanni Ozzola, 5.49am, 2001
Giovanni Ozzola, 5.50am, 2001
Giovanni Ozzola, autoritratto 2004-dryphoto-ozzola-balance

Giovanni Ozzola, horizon and some minutes, 2003Giovanni Ozzola, camera verde, 2003

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