Piazza dell’Immaginario | comunicato stampa

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/ progetto a cura di Alba Braza
/ organizzazione Dryphoto arte contemporanea

 / CONVEGNO
/
Immaginare le Chinatown – Letteratura della diaspora 

/ MOSTRA
/ Piazza dell’Immaginario
/ Sede: via Bonicoli, via Filzi, via Mameli, via Giordano, via Pistoiese, Prato
/ Date: venerdì 26 giugno 2015, ore 18:30

Artisti: Francis Alÿs, Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace, Bert Theis

Piazza: progetto [chì-na], sviluppato da Cosimo Balestri, Emanuele Barili, Olivia Gori, Alberto Gramigni

Partner del progetto: Associna e Prato Didattica
In collaborazione con: Regione Toscana; Comune di Prato; Camera di Commercio di Prato; Associazione d’Amicizia dei Cinesi di Prato; ASM Ambiente Servizi Mobilità, Prato; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci nell’ambito del progetto regionale: “Cantiere Toscana Contemporanea”; Ordine degli Architetti di Prato; Supermercati Pam Panorama; Circolo Curiel, Prato, Vannucci Piante, Endiasfalti S.p.A.

Piazza dell’Immaginario è un progetto che nasce nel 2014 dalla volontà di rendere migliore e più accogliente il quartiere dove Dryphoto arte contemporanea ha sede e nel quale é condensata, in una piccola superficie, un’ampia diversità di culture, realtà, ambienti socioeconomici, interessi e necessità. Nell’edizione 2015 opere di Francis Alÿs, Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace e Bert Theis si aggiungeranno ai lavori di Andrea Abati, Gabriele Basilico, Bleda y Rosa e del gruppo R.E.P. Revolutionary Experimental Space installati nel 2014. Il percorso espositivo si estende nel quartiere e occupa nuovi spazi attraverso installazioni permanenti, interventi site-specific e azioni.
Dalla necessità di una visione multidisciplinare, fondamentale per la comprensione della nostra epoca, nasce l’idea del convegno Immaginare le Chinatown – Letteratura della diaspora che anticiperà l’inaugurazione del nuovo percorso espositivo e vedrà tra i relatori intellettuali e personalità internazionali e nazionali.
La contaminazione fra diverse discipline e l’azione al di fuori degli spazi deputati sono alcune delle caratteristiche della nostra epoca e allora può accadere, come in questo caso, che un progetto di arte contemporanea abbia come spazio di lavoro lo spazio pubblico, sia accompagnato da interventi in ordine al decoro e all’arredo urbano e intercetti quei cittadini interessati a compiere azioni che hanno come fine il miglioramento del contesto che li circonda producendo un vantaggio per tutta la città.
Interrogarsi sull’immaginario che abbiamo della cultura orientale, su quello che gli orientali hanno di quella occidentale, sull’immaginario che abbiamo della migrazione, come pensiamo le realtà altrui e come le immagini confermano queste realtà in un momento determinato, sono alcune delle sfide con le quali ci siamo misurati dalla partenza del progetto.
In questo anno, costante è stato l’interesse di offrire altri racconti possibili di quello che è il quartiere, di ciò che quotidianamente vi accade e dell’uso che gli abitanti fanno dello spazio pubblico da quando è nato il progetto: l’azione degli artisti Pantani-Surace che hanno coinvolto il pubblico/abitanti per la creazione della loro opera, la condivisione delle informazioni sulla mostra attraverso diversi video in lingua cinese raggiungibili da codici QR, l’occupazione di spazi dedicati alla pubblicità per annunciare le tappe del progetto, l’utilizzo di Piazza dell’Immaginario per concerti e presentazioni di libri.
Ora, nel 2015, dopo un anno di convivenza con le immagini degli artisti che hanno partecipato lo scorso anno, si dà continuazione al progetto attraverso la partecipazione di nuovi artisti che con le loro opere diventano parte di questa sfida per fare bellezza ma anche creare relazioni, produrre affetti, cultura, tessuto sociale, divertirsi, condividere esperienze.

 

MOSTRA
Piazza dell’Immaginario

Attraverso l’installazione permanente di opere site-specific e fotografie di grande formato stampate su PVC, il tessuto urbano si trasforma e con esso le aspettative, i ricordi e i desideri legati agli spazi coinvolti.
In questa edizione opere di Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace, Francis Alÿs e Bert Theis si aggiungeranno ai lavori di Andrea Abati, Gabriele Basilico, Bleda y Rosa e del gruppo R.E.P. Revolutionary Experimental Space installati nel 2014.
Il percorso espositivo si estende nel quartiere e occupa nuovi spazi in zone limitrofe al primo intervento, sviluppando i concetti proposti e indagati nella scorsa edizione.
Il racconto curatoriale è iniziato con la scelta di opere fotografiche che raccontano di spazi pubblici nei quali è l’azione diretta degli abitanti a trasformare quegli stessi spazi in luoghi di relazione e di condivisione: un ballo in piazza (Gabriele Basilico), giocare a calcio in una struttura quasi improvvisata (Bleda y Rosa), ricavare un piccolo giardino in uno luogo devastato da un terremoto (Andrea Abati). La narrazione si conclude ora con Mantova, 1980, di Olivo Barbieri: di nuovo, uno spazio che viene trasformato dall’uso che nel quotidiano ne fanno le persone che lo frequentano, la neve nasconde un campo di calcio di un oratorio a ridosso dell’argine del fiume, sullo sfondo automobiline dismesse di un autoscontro.
Si occupano poi i nuovi spazi di via Goffredo Mameli, dove Bianco-Valente realizzano Come il vento, un’opera site-specific. Un lavoro che ha richiesto un sopralluogo in città degli artisti per conoscere e visitare la realtà del quartiere Macrolotto Zero e di Piazza dell’Immaginario.
Si dà inizio inoltre a una serie di interventi che individuano una nuova piazza in via Umberto Giordano, dove saranno installate fotografie di grande formato stampate su PVC che documentano azioni e interventi che fanno parte di progetti sviluppati da artisti la cui riflessione nasce da interessi e intenti simili a quelli che hanno dato vita a Piazza dell’Immaginario.
Da una parte Growing House, di Bert Theis, che ci riporta a un suo lavoro realizzato a Shenzhen in Cina nel 2004. Theis, curatore anche del progetto Isola Art Center, realizza architetture/strutture dedicate a promuovere un’esperienza rispettosa dello spazio nel quale si trova a lavorare, tenendo sempre in considerazione il fine, mai commerciale, dello spazio stesso.
Mostrare la bellezza della città senza trucchi è anche una parte della proposta dell’opera Paradox of the Praxis I (Sometimes Doing Something Leads to Nothing) di Francis Alÿs, una fotografia che documenta l’azione svolta dall’artista nel 1997 a Città del Messico. Alÿs spinge un grande blocco di ghiaccio da un punto all’altro della città creando una situazione paradossale dovuta all’impossibilità di compiere con successo la sua azione, osservata e condivisa dalle persone che si trovano via via con lui.
Infine, Pantani-Surace propongono un’immagine di documentazione dell’azione La responsabilità dei cieli e delle altezze svoltasi in Piazza dell’Immaginario nel 2014. Un lavoro che parte dall’idea che la piazza non appartiene al luogo, ma a coloro che la vivono: l’azione, infatti, è accaduta lì, nella nostra piazza, insieme ai residenti/partecipanti che hanno prodotto il messaggio collettivo “ti amo” in lingua cinese, usando la tecnica della xilografia. Una struttura appositamente realizzata ha permesso loro di imprimere i caratteri saltellando e ballando sulla matrice. Questi tre ideogrammi stampati su carta sono appartenuti alla piazza (via Fabio Filzi) finché il passare del tempo e la meteorologia lo hanno permesso. L’immagine che presentiamo è una traccia dell’azione e ci permette di creare legami con il progetto e con il territorio dove è avvenuta, a riprova di come lo status e il valore di opera d’arte siano il momento di relazione e partecipazione creato durante l’azione.

PIAZZA

Nella prima parte del progetto nel 2014 abbiamo deciso di incontrare le persone e abbiamo lavorato su uno dei luoghi più frequentati della nostra città, quest’anno interveniamo anche in uno spazio adibito solamente a parcheggio, tollerato ma non autorizzato. Nell’ottica di recuperare qualsiasi porzione di territorio residua all’interno del quartiere, abbiamo chiesto la collaborazione di una associazione di nuova costituzione, [chì-na], per progettare e realizzare il design di una vera e propria piazza. Il progetto è sviluppato dagli architetti Cosimo Balestri, Emanuele Barili, Olivia Gori, Alberto Gramigni.

DIDATTICA

La sezione didattica è un organo di formazione flessibile con base in Piazza dell’Immaginario e un programma di attività lungo l’intero percorso espositivo. Nei mesi di luglio e agosto sono previsti walking tour, passeggiate itineranti che introdurranno alle opere e agli artisti presenti, fornendo anche un orientamento e una conoscenza del peculiare contesto urbano che integra e ospita il progetto, e laboratori didattici per bambini e famiglie, finalizzati ad avvicinare i bambini e i ragazzi alle tecniche e alle ricerche intraprese da ciascuno degli artisti presenti nel percorso espositivo.

Laboratori didattici per bambini e famiglie.
Date previste: mese di luglio nei giorni di sabato 4-11-18-25 / mese di agosto nei giorni di sabato 1-8-22-29 Orario: 10.00-12.00

Walking tour / visite guidate per adulti
Date previste: mese di luglio nei giorni di sabato 4 e 18 / mese di agosto nei giorni di sabato 1 e 22
Orario: 18.45-20.15


BIOGRAFIE ARTISTI 2015

Francis Alÿs (Anversa, Belgio, 1959) vive e lavora a Città del Messico dal 1986. Nella sua pratica artistica, che vede l’utilizzo di diversi media, è fondamentale il suo essere wanderer, viaggiatore che indaga la società mettendone in risalto valori e contraddizioni, sempre con una prospettiva altra rispetto a quella ufficiale e canonica, e sempre con coerenza tra i suoi progetti artistici e la sua condizione di vita. Tra le più importanti istituzioni internazionali che hanno esposto le sue opere ricordiamo: Wiels, Bruxelles; Tate Modern, Londra; The Renaissance Society, Chicago; Hammer Museum, Los Angeles; Portikus, Frankfurt; MALBA, Buenos Aires; Kunstmuseum Wolfsburg; Musée d’Art Contemporain, Avignone; Centro Nazionale per le Arti Contemporanee, Roma (poi alla Kunsthaus di Zurigo e al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid); MoMA, New York e Or Gallery, Vancouver, Canada. Nel 2012, in occasione di dOCUMENTA 13, Alÿs ha esposto a Kabul, tra le rovine del Cinema Behzad riaperto appositamente, il film REEL-UNREEL, fulcro anche della personale che il MADRE di Napoli ha dedicato all’artista nel 2014. Alÿs ha inoltre partecipato a numerose biennali, fra cui la Biennale di San Paolo (2010, 2004 e 1998), la Biennale di Venezia (2007, 2001 e 1999), la Biennale di Shanghai (2002), la Biennale di Istanbul (2001 e 1999) e la Biennale dell’Avana (2000 e 1994).

Olivo Barbieri (Carpi, MO, 1954) studia pedagogia all’Università di Bologna e dal 1971 intensifica il suo interesse sul linguaggio della fotografia. Realizza Flippers 1977-1978, una serie dedicata al ritrovamento di un deposito abbandonato dove si assemblavano pinball machines. Le immagini dei flipper agiscono come deposito della cultura e dell’immaginario di un’intera epoca. Partecipa a Viaggio in Italia, Bari 1984. All’inizio degli anni Ottanta inizia il progetto sull’illuminazione artificiale nella città europea e orientale. Dal 1989 viaggia abitualmente in Oriente, soprattutto in Cina, sviluppando un progetto ancora in corso sui temi del grande cambiamento in atto. Nel 1996 il Folkwang Museum di Essen gli dedica la prima retrospettiva. Nel 2003 inizia il progetto site-specific_ che coinvolge 40 città nel mondo. Le serie site-specific_ 2003-2013, Parks 2003-2014, Real Words 2008-2013, Images 1978-2007, Virtual Truths 1996-2002 e Artificial Illuminations, 1980-2014 raccolgono le sue riflessioni più significative sul rapporto tra realtà, percezione e rappresentazione. Il suo lavoro è stato esposto presso musei, istituzioni e gallerie private in Italia e all’estero; ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

Bianco-Valente, Giovanna Bianco (Latronico, PZ, 1962) e Pino Valente (Napoli, 1967), vivono e lavorano a Napoli. Bianco-Valente iniziano il loro sodalizio artistico nel 1994. La loro eterogenea ricerca si concentra sull’analisi dei processi di percezione e definizione della realtà esterna. Attraverso astrazioni visive, video e installazioni ambientali gli artisti vanno ad indagare le dualità tra corpo e mente, realtà e immaginazione, naturale e artificiale. I loro interventi si inseriscono negli spazi evidenziandone le imperfezioni e le peculiarità architettoniche e contemporaneamente traducono la pluralità di relazioni e storie ad essi connesse. Sin dai loro esordi hanno partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero e eseguito interventi installativi per importanti istituzioni museali e spazi pubblici, come MAXXI, Roma; Museo Madre, Napoli; Triennale di Milano; Museo Nacional Reina Sofía, Madrid; Kunsthaus di Amburgo; NCCA – National Centre for Contemporary Arts, Mosca. Hanno realizzato progetti site-specific in Libano, in Marocco e a New York.

Pantani-Surace, Lia Pantani (Firenze, 1966) e Giovanni Surace (Vibo Valentia, 1964), collaborano dal 1996 e insegnano all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Tra le diverse partecipazioni: N°1, Museo Laboratorio, Città Sant’Angelo, Pescara, Working Insider, Stazione Leopolda, Firenze; Allineamenti, Trinitatiskirche, Colonia; Mobili, Nosadella due, Bologna; Una giornata particolare, luogo delle possibilità, Teatro Sant’Andrea, Pisa; Au Pair, coppie di fatto nell’arte contemporanea, Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, Borgo Medievale di Castelbasso, Teramo; Start Point, Sun Studio 74rosso, Firenze; Inventing the memorable, Le Murate, Firenze; La responsabilità dei cieli e delle altezze, Piazza dell’Immaginario, Prato. Tra le mostre personali: Se la memoria mi dice il vero, Certosa Monumentale di Calci, Pisa; Eco e Narciso, Villar Pellice, Torino; Non spiegatemi perché la pioggia si trasforma in grandine, Galleria Nicola Fornello, Prato; Ti amo, Galleria Madder, Londra.

Bert Theis (Lussemburgo, 1952) fa parte di quella generazione di artisti, emersi nel corso degli anni Novanta, che attraverso i loro lavori hanno creato nuove possibilità per le pratiche nello spazio pubblico. I suoi lavori hanno una dimensione filosofica, sociale e politica; la maggior parte di essi è stata creata a partire da spazi specifici della città. Nel corso degli ultimi dieci anni, è stato tra gli organizzatori di due progetti a lungo termine, Isola Art Center e out-Office for Urban Transformation, entrambi riconducibili all’ambito del conflitto urbano tra gli abitanti del quartiere di Isola, il governo della città di Milano e una compagnia multinazionale statunitense. Ha partecipato a numerose manifestazioni internazionali, come la Biennale di Venezia (1995); Sculptur. Projects a Münster (1997); Arte all’Arte (1998); Manifesta (1998); Biennale di Gwangju (2002); Biennale di Tirana (2003); Biennale di Busan (2006) e Biennale di Tapei (2008).

BIOGRAFIE ARTISTI 2014

Andrea Abati (Prato, 1952) si occupa di fotografia dalla fine degli anni Settanta. Punto di partenza del suo lavoro è l’analisi delle trasformazioni del paesaggio architettonico industriale, l’osservazione simbolica della natura antropizzata, l’attenzione all’avvicendarsi delle genti e al mutamento del tessuto sociale della città attraverso un uso della fotografia come strumento di conoscenza e di relazione tra il sé e il mondo. Tra i suoi lavori più noti: I Luoghi del Mutamento, una serie iniziata nel 1988, indubbiamente il progetto di maggiore complessità e anche il più noto, dove urgente è l’attenzione al paesaggio industriale contemporaneo e ai mutamenti della realtà sociale; I Luoghi della Natura (1997), una serie di visioni notturne, oniriche, dove il mare diventa luogo di riflessione sull’identità contemporanea; del 2012 è la serie La Forza della Natura. Dal 2008 si occupa anche di video. Per l’artista abbandonare il concetto di opera e pensare di innescare pratiche artistiche nella sfera pubblica può in certi momenti diventare prioritario, è sua la costruzione di Giardino Melampo/Mandela Garden 1, Prato, 2013. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive in Italia, Francia, Austria, Belgio, Germania, USA, Canada.

Gabriele Basilico (Milano, 1944-2013) inizia interessandosi alla fotografia sociale ma i suoi campi d’azione privilegiati sono il paesaggio industriale e post industriale, le trasformazioni e l’urbanizzazione del territorio. In tal senso il suo primo progetto è Milano. Ritratti di fabbriche, un lavoro condotto nella periferia ex-industriale di Milano, tra il 1978 e il 1980. Nel 1984 viene invitato a partecipare alla Mission Photographique de la D.A.T.A.R., la più vasta campagna fotografica realizzata in Europa nel XX secolo, organizzata dal governo francese. Nello stesso periodo realizza Porti di mare (1982-88) e nel 1991 la campagna fotografica su Beirut, completamente distrutta dalla guerra. Continua anche la sua ricerca su Milano insieme a indagini su altre città in tutto il mondo, convinto “che in tutte le città ci sono presenze, più o meno visibili, che si manifestano per chi le vuole vedere”. Le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private internazionali e il suo lavoro è stato esposto presso musei, istituzioni, gallerie private in Italia e all’estero.

Bleda y Rosa, María Bleda (Castellón, Spagna, 1969) e José María Rosa (Albacete, Spagna, 1970), lavorano in coppia dal 1992. Vivono e lavorano a Valencia. Secondo il critico Alberto Martin, il nucleo fondamentale del loro lavoro è la rappresentazione del territorio, con la quale cercano di sottolineare la complessa unione di culture e tempi che la conformano. Così trasformano il genere di paesaggio in immagini con un alto potere evocativo nelle quali si manifesta la loro esperienza dei luoghi fotografati. Il passare del tempo, la traccia e la memoria sono gli elementi che fondano il loro lavoro. Fra le loro mostre individuali più recenti: Galería Fúcares, Madrid; Real Jardín Botánico, Fundación Telefónica e PHE’10 a Madrid; Centro Andaluz de Arte Contemporáneo, Siviglia; Galería Elba Benitez, Madrid; Galería Visor, Valencia; Rosenthal Fine Art, Chicago; Galeria Pedro Oliveira, Porto. Fra le collettive: Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto MART, Centro Andaluz de Arte Contemporáneo CAAC, Sevilla; ForoSur ‘14, Cáceres; Fundació Antoni Tàpies, Barcellona; Fundación Marcelino Botín, Santander; Museo Nacional Reina Sofia MNRS, Madrid; Museu d’Art Contemporani de Barcelona MACBA e Fundación Joan Miró, Barcellona; AA Architectural Association, Londra; Centro Cultural Gabriela Mistral, Santiago de Cile; Musée d’art moderne di Ceret, Francia; Stenersenmuseet, Oslo; Kulturhuset, Stoccolma. Hanno inoltre partecipato a Manifesta 4 e alla 12th International Cairo Biennale.

R.E.P. Revolutionary Experimental Space è un gruppo fondato nel 2004, e attualmente composto da Ksenia Gnilitskaya (Kiev, Ucraina, 1984), Nikita Kadan (Kiev, Ucraina, 1982), Zhanna Kadyrova (Brovary, Ucraina, 1981), Vladimir Kuznetsov (Lutsk, Ucraina, 1976), Lada Nakonechnaya (Dnepropetrovsk, Ucraina, 1982) e Lesia Khomenko (Kiev, Ucraina, 1980). Al momento della costituzione del gruppo tutti i suoi componenti avevano già sviluppato un loro percorso individuale che continuano a portare avanti. Allo stesso tempo in tutti questi anni si sono impegnati in pratiche artistiche collettive, mantenendo viva la loro piccola comunità artistica. Gli eventi politici legati alla Rivoluzione Arancione sono stati gli elementi determinanti per la costituzione del gruppo. Le prime azioni collettive del gruppo si sono svolte in mezzo alla folla di manifestanti in piazza Miadan a Kiev: è stato il vedere le grandi masse che lottavano all’unanimità per una causa comune che li ha portati a lavorare insieme. Un’altra ragione per mantenere vivo il gruppo ancora oggi è la debolezza della scena artistica di Kiev, dove in mancanza di un supporto istituzionale che sostenga l’arte sperimentale, gli artisti formano associazioni che suppliscono a questa assenza. Dal 2007 coinvolgono altri gruppi in progetti comuni proponendo varie forme di collaborazione in unico spazio.


Per informazioni
Dryphoto arte contemporanea
via delle Segherie 33a, 59100 – Prato
www.dryphoto.it
| email: info@dryphoto.it
tel: +39 0574 603186
mob: +39 347 2297801

Ufficio stampa
Silvia Bacci
email: silviabaccistampa@gmail.com
mob: +39 338 6660784


ENGLISH VERSION

/ project curated by Alba Braza 
/ organized by Dryphoto arte contemporanea

/ CONFERENCE
/ Imagine the Chinatowns – Literature of diaspora

/ MOSTRA
/ Piazza dell’Immaginario
/ Location: via Bonicoli, via Filzi, via Mameli, via Giordano, via Pistoiese, Prato
/ Date: 26 June 2015, 6.30 p.m.

Artists: Francis Alÿs, Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace, Bert Theis

Square: project [chì-na], developed by Cosimo Balestri, Emanuele Barili, Olivia Gori, Alberto Gramigni

Partners: Associna and Prato Didattica
In collaboration with: Regione Toscana; Comune di Prato; Camera di Commercio di Prato; Associazione d’Amicizia dei Cinesi di Prato; ASM Ambiente Servizi Mobilità, Prato; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci nell’ambito del progetto regionale: “Cantiere Toscana Contemporanea”; Ordine degli Architetti di Prato; Supermercati Pam Panorama; Circolo Curiel, Prato, Vannucci Piante, Endiasfalti S.p.A.

Piazza dell’Immaginario is a project founded in 2014 and is designed to meet the need to improve one of Prato’s districts, home to a wide range of cultures, realities, socioeconomic situations, interests and needs in a small area, where Dryphoto arte contemporanea is also based. In the upcoming edition (2015), works by Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace, Francis Alÿs and Bert Theis will be added to those by Andrea Abati, Gabriele Basilico, Bleda y Rosa and R.E.P. Revolutionary Experimental Space, installed in 2014. The exhibit will spread through the district and occupy new spaces with permanent installations, site-specific works and actions. The conference Imagine the Chinatowns – Literature of diaspora, scheduled for the weekend before the exhibition opening, is based on the belief that multidisciplinarity is necessary to understand our era. Speeches will be given by both national and international intellectuals and personalities.
The contamination between different disciplines and the act of moving out of conventional spaces are some of the characteristics of our time. So it may happen, as in this case, that a contemporary art project works on public space and is accompanied by interventions on urban furniture and decoration, engaging citizens interested in doing things aimed at improving the public space around them, offering advantages for the entire city. One of the main challenges is to question the imaginary we have of Oriental culture, and also the imaginary that Eastern culture has of the West; to question ourselves about the imaginary we have of migration, how we imagine realities that are not our own, and how, in any given moment, these realities can actually be shaped by images.
Over the past year, we have tried to offer other possible versions of what the district is, what happens there every day and how citizens make use of public spaces through a range of interventions such as the action by Pantani-Surace involving the public/citizens in the creation of their work, the production of a number of videos in Chinese (visible using QR codes) that describe the exhibition and give information about it, the occupation of spaces dedicated to advertising for the publicizing of the exhibition, the organization of concerts and book presentations in the area around the Piazza dell’Immaginario.
Now, in 2015, a year after the installation of the first works by artists involved in the project, the project will continue with the participation of other artists and their works, destined to become part of that challenge to bring beauty but also create relationships, culture, social networking, enjoyment and the sharing of experiences.

EXHIBITION
Piazza dell’Immaginario

Through the permanent installation of large-format photographs printed on PVC and site-specific works, the district changes along with all the expectations, memories and desires related to the spaces involved. In this edition, works by Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace, Francis Alÿs and Bert Theis will be added to those by Andrea Abati, Gabriele Basilico, Bleda y Rosa and R.E.P. Revolutionary Experimental Space installed in 2014. The exhibit will spread through the district and occupy new spaces with permanent installations, site-specific works and actions that develop the concepts proposed last year. The curatorial narrative began with a selection of photographic works representing public spaces that citizens themselves have turned into spaces to share and in which to cultivate relationships: couples dancing in a square (Gabriele Basilico), playing football in an makeshift field; tending to a little garden in an earthquake-struck area (Andrea Abati). The narrative now ends with Mantova, 1980, by Olivo Barbieri. Once again, a space changed by people who live it: the snow hides a parish football pitch near the river, some dodgem cars in the background. Bianco-Valente will create a site-specific work in via Mameli: the two artists came in Prato in April to visit and experience life in the Macrolotto Zero district and Piazza dell’Immaginario. Large-format photographs printed on PVC will be installed in via Umberto Giordano: the images document actions and interventions by artists reflecting on concepts similar to the ones which first generated Piazza dell’Immaginario. Firstly, Growing House, 2004, by Bert Theis, documents his work produced in Shenzhen, China, in 2004. Theis, who also curated the Isola Art Center project, created specific architectural structures to promote a respectful experience of the space he works in, always bearing in mind the non-commercial use of the space. Secondly, the work Paradox of the Praxis I (Sometimes Doing Something Leads to Nothing) by Francis Alÿs, a photograph that documents the action carried out by the artist in Mexico City in 1997 and that aims to show the beauty of the city without the use of filters. Alÿs pushes a big ice block from one point to another of the city, performing a paradoxical situation based on the impossibility of successfully completing his action, as seen and shared by all the people he meets along the streets. Lastly, Pantani-Surace propose an image from the documentation of their action La responsabilità dei cieli e delle altezze staged in Piazza dell’Immaginario in 2014. This is a work that comes from the idea that a square doesn’t belong to the space but to the people who live there: the action took place there, in our square, together with citizens/participants who produced the collective message “I love you” in Chinese, using woodcutting techniques. A structure created especially for the purpose allowed participants to impress the characters while jumping and dancing on a matrix. These three ideograms printed on paper were installed in the square (via Fabio Filzi) and they remained visible as long as time and weather permitted. The image selected is a trace of that action and allows us to create a link with the place where it happened, to demonstrate that the status and the value of an artwork fits in with the participation during the action.

SQUARE
In the first stage the place selected with a private space for public use, with the highest visitor traffic in the city. In this edition, a private space used only for parking is added. We asked the collaboration of [chì-na], a newly formed association located in the zone, that has supported the project for the design and furnishings of the new Piazza. The project was by the architects Cosimo Balestri, Emanuele Barili, Olivia Gori, Alberto Gramigni.


EDUCATION
The educational section is a flexible structure based in Piazza dell’Immaginario with an activity programme staged throughout the district. The project includes walking tours to introduce artists and works, but also to describe the specific urban context in which the exhibition takes place. The creative workshop for children will focus on contemporary art, starting from the various media used and and issues addressed by the artists involved in the project.

Workshop for children and families:
July: on Saturdays 4-11-18-25 | 10 am – 12 am
August: on Saturdays 1-8-22-29 | 10 am – 12 am

Walking tours for adults:
July: on Saturdays 4 and 18 | 6.45 pm – 8.15 pm
August: on Saturdays 1 and 22 | 6.45 pm – 8.15 pm

2015 ARTISTS’ BIOGRAPHIES
Francis Alÿs (Antwerp, Belgium, 1959) lives and works in Mexico City. He creates works that encompass many media, often involving the participation and presence of the artist. Being a “wanderer”, a traveller exploring society by putting the emphasis on its values and contradictions, is a fundamental element of Francis Alÿs’ artistic development. He always offers a perspective that differs from the official and canonical one, maintaining a coherence between his artistic projects and his own living conditions. Alÿs’ work has been shown in many international institutions, including Wiels, Brussels; The Tate Modern, London; The Renaissance Society, Chicago; Hammer Museum, Los Angeles; Portikus, Frankfurt; MALBA, Buenos Aires; Kunstmuseum Wolfsburg; Musée d’Art Contemporain, Avignon; Centro Nazionale per le Arti Contemporanee, Rome; Kunsthaus, Zurich; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid; MoMA, New York; Or Gallery, Vancouver, and the MADRE, Naples. In 2012, on the occasion of dOCUMENTA 13, Alÿs showed his film REEL-UNREEL in Kabul. Alÿs has participated in several biennials: San Paolo (2010, 2004 and 1998), Venice (2007, 2001 and 1999), Shanghai (2002), Istanbul (2001 and 1999) and Havana (2000 and 1994).

Olivo Barbieri (Carpi, province of Modena, 1954) studied pedagogy at University of Bologna, and in 1971 he intensified his interest in photography. He produced Flippers 1977-1978, a work dedicated to an abandoned warehouse used as a pinball machine factory. The images in this series may be considered the storage of culture and the imaginary of an era. He participated in Viaggio in Italia, Bari 1984. In the early 80s, he started working on the artificial illumination of the cities of Europe and the Far East. Since 1989 he has travelled throughout the Far East, especially China, developing his ongoing project about the themes of environmental changes and their representation. In 1996 the Folkwang Museum, Essen, organized his first retrospective. In 2003 he started a new site-specific_ project in 40 cities all over the world. The series site-specific_ 2003-2013, Parks 2003-2014, Real Worlds 2008-2013, Images 1978-2007, Virtual Truths 1996-2002 and Artificial Illuminations 1980-2014 explore the relationship between reality, perception and representation. Barbieri’s work has been shown in many international institutions and galleries, and he has published a great number of photobooks.

Bianco-Valente, Giovanna Bianco (Latronico, PZ, 1962) and Pino Valente (Naples, 1967) live and work in Naples. Bianco-Valente started to work together in 1994. Their artistic practice is focused on the processes of the perception and definition of reality. Through visual abstractions, videos and environmental installations they aim to explore the relationship between body and mind, reality and imagination, nature and artifice. Bianco-Valente’s works underline the imperfections and the architectonical peculiarities of places and fabrics while reproducing stories and relationships connected to them. Their works have been shown in many group and solo shows in Italy and abroad, and they have held installations in many international museums and public spaces, such as the MAXXI, Rome; Museo MADRE, Naples; the Milan Triennial; Museo Nacional Reina Sofia, Madrid; Kunsthaus, Hamburg; NCCA – National Centre for Contemporary Arts, Moscow. They have produced site-specific projects in Lebanon (Becharre), Morocco (Marrakech) and New York (The Kitchen-ISP 2014, Whitney Museum).

Pantani-Surace, Lia Pantani (Florence, 1966) and Giovanni Surace (Vibo Valentia, 1964) have worked together since 1996, and teach at the Fine Arts Academy of Florence. Selected group shows include: N°1, Museo Laboratorio, Città Sant’Angelo, Pescara; Working Insider, Leopolda Station, Florence; Allineamenti, Trinitatiskirche, Cologne; Mobili, Nosadella due, Bologna; Una giornata particolare, luogo delle possibilità, Teatro Sant’Andrea, Pisa; Au Pair, coppie di fatto nell’arte contemporanea, Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, Borgo Medievale di Castelbasso, Teramo; Start Point, Sun Studio 74rosso, Florence; Inventing the memorable, Le Murate, Florence; La responsabilità dei cieli e delle altezze, Piazza dell’Immaginario, Prato. Selected solo shows: Se la memoria mi dice il vero, Certosa Monumentale di Calci, Pisa; Non spiegatemi perché la pioggia si trasforma in grandine, Galleria Nicola Fornello, Prato; Ti amo, Madder 139, London; The other party (who’s next, dovrebbe piovere su di voi e non su di me), Galleria Die Mauer and enclosure wall of Via Pomeria (playground), Prato.

Bert Theis (Luxembourg, 1952) is one of those artists who stood out in the Nineties for his work in public spaces. His works explore philosophical, social and political issues; most of them are produced on the basis of specific spaces of cities. Over the last ten years, he has organized two long-term projects: Isola Art Center and OUT – the Office for Urban Transformation, working on the urban conflicts between citizens, city government and a multinational company in a district of Milan known as Isola. He has participated in several international artistic events, such as the Venice Biennale (1995); Sculptur. Projects in Münster (1997), Arte all’Arte (1998); Manifesta (1998); Gwangju Biennial (2002); Tirana Biennial (2003); Busan Biennial (2006) and Taipei Biennial (2008).

2014 ARTISTS’ BIOGRAPHIES
Andrea Abati (Prato, 1952) has worked on photography since the late 1970s. The starting point for his work is his analysis of the transformations in the industrial architectural landscape, the symbolic observation of man-impacted nature, the behaviour of people and changes in the social fabric of the city, through the use of photography as a tool of knowledge and relation between oneself and the world. His most famous works include: I Luoghi del Mutamento (Places of Change), a series he began in 1988, undoubtedly his most complex project and also the best known, concentrating on the contemporary industrial landscape and the changes in social reality; the series I Luoghi della Natura (Places of Nature, 1997), nocturnal, dream-like visions and the sea become the place of reflection on contemporary identity, the mutant imaginary suspended between nature and artifice; in 2012 he created the series La Forza della Natura (The Force of Nature). Since 2008 he has also worked on video. For Abati, abandoning the concept of the work and instead triggering artistic practices in the public sphere can become a priority in certain moments, as in the case of his construction of Giardino Melampo/Mandela Garden 1. He has held many solo and group shows in Italy, France, Austria, Belgium, Germany, the USA and Canada.


Gabriele Basilico (Milan, 1944-2013) began his career in the area of social photography, but his main fields of activity were the industrial and post-industrial landscape, the transformations and urbanization of the territory. In this sense, his first project was Milano. Ritratti di fabbriche (Milan, Factory Portraits), shot on the former industrial outskirts of Milan in 1978-80. In 1984 he was invited to take part in the Mission Photographique de la D.A.T.A.R., the largest photographic campaign to be conducted in Europe in the 20th century, organized by the French government. In that same period, he completed Porti di mare (Seaports, 1982-88), and in 1991 he took many photographs in Beirut, which had been completely destroyed by war. He continued his research on Milan and other Italian and European cities, aware of the fact “that in all cities there are more or less visible presences that show themselves to those who want to see them.” His works are included in many international public and private collections, and have been shown in many museums, institutions and private galleries in Italy and abroad.


Bleda y Rosa, María Bleda (Castellón, 1969) and José María Rosa (Albacete, 1970) have worked as a duo since 1992. They live and work in Valencia, Spain. According to the critic Alberto Martin, the fundamental nucleus of their work is the representation of the territory, with which they attempt to underline the complex union of cultures and times that shape the territory. They thus transform the landscape genre into images of great evocative impact, manifestations of their direct experience of the places photographed. The passing of time, traces and memory are the main features of their work. Recent solo shows include: Real Jardín Botánico, Fundación Telefónica and PHE’10 in Madrid; Centro Andaluz de Arte Contemporáneo, Seville; Galería Elba Benitez, Madrid; Galería Visor, Valencia; Rosenthal Fine Art, Chicago; Galeria Pedro Oliveira, Oporto. Group shows: Fundació Antoni Tàpies, Barcelona; Fundación Marcelino Botín, Santander; Museo Nacional Reina Sofia MNRS, Madrid; Museu d’Art Contemporani de Barcelona MACBA and Fundación Joan Miró, Barcelona; AA Architectural Association, London; Centro Cultural Gabriela Mistral, Santiago, Chile; Musée d’art moderne, Ceret, France; Stenersenmuseet, Oslo; Kulturhuset, Stockholm. They took part in MANIFESTA 4 and the 12th International Biennial of Cairo.

 
R.E.P. Revolutionary Experimental Space is a group established in 2004 in Kiev, Ukraine: Ksenia Gnilitskaya (Kiev,Ukraine, 1984), Nikita Kadan (Kiev, Ukraine, 1982), Zhanna Kadyrova (Brovary, Ukraine, 1981), Vladimir Kuznetsov (Lutsk, Ukraine, 1976), Lada Nakonechnaya (Dnepropetrovsk, Ukraine, 1982) and Lesia Khomenko (Kiev, Ukraine, 1980). By the time the R.E.P. group was founded in 2004, all of its members had already developed an artistic personality of their own. They have continued along the same lines ever since. However, for all these years the artists have been engaged in collective art practices, thus maintaining their small art community. The political events of the “Orange Revolution” were a key element in the group’s establishment. The first collective actions of the R.E.P group were carried out in the crowd of protesters in Kiev’s Maidan square: it was the unanimity of broad masses of society struggling for a common political cause that prompted these Ukrainian artists to work together. Another reason to maintain the group, which still counts today, is the weak infrastructure of the Kiev art scene. Lacking an extensive institutional network capable of supporting experimental art, artists form associations to make up for the absence of nonexistent institutions. Since 2007 they have been involving other groups in joint projects, presenting various forms of collaboration in a single space.

INFORMATION
Dryphoto arte contemporanea
via delle Segherie 33a, 59100, Prato
www.dryphoto.it
email: info@dryphoto.it
tel: +39 0574 603186
mob: +39 347 2297801


PRESS OFFICE

Silvia Bacci
email: silviabaccistampa@gmail.com
mob: +39 338 6660784

CHINESE VERSION 

理想的广
项目艺术总监: Alba Braza
: Dryphoto 当代艺术小组

讨讲座《遥想的中国城:大迁徙的故事》
普拉托市, 2015619日,星期五
16:00/20:00

特邀嘉: Valerio Barberis, 城市建设规划厅厅长
讲嘉宾: Giorgio Bernardini, Massimo Bressan, Gary W. McDonogh, Valentina Pedone, Marco Wong

地点: Camera di Commercio, via del Romito 71, Prato

览《理想的广场》
普拉托市, 2015626, 星期五,18:30
参展艺术家 : Francis Alÿs, Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace, Bert Theis
地点: via Filzi, via Mameli, via Giordano, via Pistoiese, Prato

项目合作方
Associna, Prato Didattica

项目支持方
Regione Toscana
Comune di Prato
Camera di Commercio di Prato
普拉托市商会
ASM Ambiente Servizi Mobilità, Prato
Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci nell’ambito del progetto regionale: “Cantiere Toscana Contemporanea”
Ordine degli Architetti di Prato
Circolo Curiel, Prato
Vannucci Piante, Pistoia
Endiasfalti S.p.A.

这块被叫做Macrolotto  Zero的区里,人口密度很大。其中尤为突出的是来自中国的移民,他们来
这里的同时也带来了他们的生活习惯与风俗。
这块城区尽管是普拉托市最具有活力的地区,但是她一直被视作城市里凌乱肮脏的角落。通过我们
项目这里逐步开始融入到城市圈,通过不同阶段的工作来改善该地区。
这片城区慢慢开始变得干净,同时在其一块块被遗弃荒废的角落里树立起了具有国际影响力的艺术
家的作品。
在本届项目活动期间在Umberto  Giordano大道将竖立一座广场,一座由诸多艺术品环绕的的特殊广
场。广场的休闲元素将由一组建筑师来进行设计,他们的设计目的以及设计源泉均来自于这片城区。

《理想的广场》是一个产生于2014年的艺术项目。自它诞生之日起便期望可以将Dryphoto当代艺术
组所在的城区进行优化,使其更加受人欢迎。这块城区有着厚重的文化多元化特征,其中集聚交
织着不同的社会经济现况,价值与需求。在2015年本届项目展期间,我们将展出例如Francis   Alÿs,
Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace以及 Bert Theis艺术家的作品。他们的作品将联
2014Andrea Abati, Gabriele Basilico, Bleda y Rosa以及REP(革命实验小组)经展出过的作品一
进行展示。本次展览将扩大展出地段面积,展览内容包括永久展示以及场域特定艺术展示。
是否拥有跨领域的视角对于能否深刻领会我们现今所处的时代至关重要,为此我们将主办一场题为
《遥想的中国城:大迁徙的故事》的研讨讲座,期间邀请来自国内外的嘉宾前来演讲并以此拉开本
次展览的序幕。

在今年我们着重将焦点聚集在其它向我们讲述这块城区过往的故事,每天都在这里上演的一幕又一
幕以及城区里的人们是如何使用它的公共区域。还记得Pantani-Surace艺术家们如何号召公众以
及居民参与到他们的艺术创作吗?虽然这已经成为了我们的回忆,但是我们还可以通过扫描在广场
悬挂的QR码来观看用中文录制的影像资料。此外通过QR码我们还可以了解不同的展览信息,不
阶段的展览的广告海报信息以及在这片理想的广场上上演的音乐会以及图书推介会等信息。
现在是2015年,我们已经与参与首届展览的艺术作品共同生活了一年,同时我们将继续介绍新的艺
术家加盟。他们的作品同样将参与到向美丽发起的挑战中,引入新的形式来联系彼此,激发情感,
创造文化与社会组织网,分享经历,享受彼此的愉悦。

讨讲座
《遥想的中国城:大迁徙的故事》
本次研讨讲座将从更加宽广的视角,提供一次重新审视中国人迁徙进程的机会。从而能够从全球的
大背景下来将普拉托市这一具体的例子融入其中进行考察。
该研讨讲座宗旨不在于提供任何最终的答案,而是提出开放性的问题来将本土视角提升至全球视
角,期间还将讨论一系列社会文化,文学以及新闻等问题。
应邀参与本次研讨讲座的国内外文化专家人士异彩纷呈,包括了美国宾夕法尼亚布林莫尔学院教师
人类学家Gary W. McDonogh,普拉托IRIS研究中心主席,人类学家Massimo Bressan;佛罗伦萨大
学中国文学文化教Valentina  Pedone以及Associna,  Giorgio  Bernardini荣誉主席、记者、作家
Marco Wong
在致辞仪式结束后,将介绍本届《理想的广场》,与此同时拉开本次研讨会的序幕。


《理想的广场》
过在场域特定艺术展示区设置永久展示作品以及大幅PVC印刷摄影作品,城市的面貌将焕然一
新。在这些展示区域内将唤起人们与之相关的期待,回忆以及期许。
本届参展艺术家Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace, Francis Alÿs以及Bert Theis的作品
联同2014设置的展品一道进行展出。去年参与创作的艺术家包括了Andrea Abati, Gabriele Basilico, Bleda y Rosa 以及REP革命实验小组。
本届展览的面积将扩大,范围增加至上届展览毗邻区域,从而更好地延续宣传展览会的理念。
新增的展览区域包括了Mameli大道以及Giordano大道。

教育项目
教育组是本次《理想的广场》展览所专设的一个部门,目的在于与大众以及前来参观的观众在展览
间开展一系列互动活动。
们将组织一系列步行参观路线,期间向观众介绍本次展览的各项作品以及参与本次展览的艺术
家,从而让观众可以更好理解我们本次展览所在地的周边环境以及特点。
此外本次展览期间还将开设专为青少年儿童举办的教育工作坊,通过操作与创作使用不同的元素来
共同完成本次展览教育的两大目的:
发现并学习当代艺术语言,充分与展品所表达的当代艺术主题与技巧进行互动;
积极参与到展览参观路线中,充分体验艺术知识并了解所居住的城区。在参观期间可以愉悦欣赏这
开放式博物,第一次探索所居住城区的结构以及社会特征。

Dryphoto arte contemporanea
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tel: +39 0574 603186
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新闻通稿组
Silvia Bacci
email: silviabaccistampa@gmail.com
tel: +39 338 6660784

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