Piazza dell’Immaginario | incontro con Olivo Barbieri e Andrea Abati

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Piazza dell’Immaginario

incontro con Olivo Barbieri e Andrea Abati

sabato 10 ottobre 2015 ore 18:00
sede Giardino Melampo, via delle Segherie 42/1, Prato
(in caso di maltempo si terrà all’interno dello spazio Dryphoto arte contemporanea)
Si prega di confermare la partecipazione.

Sabato 10 ottobre alle ore 18:00 in occasione della Giornata del Contemporaneo conversazione di Olivo Barbieri e Andrea Abati presso Giardino Melampo / Dryphoto arte contemporanea.

L’incontro intende mettere a confronto due figure del panorama della fotografia italiana degli anni Settanta che hanno posto al centro della propria ricerca la riflessione sulle trasformazioni del paesaggio contemporaneo, sul rapporto tra l’essere umano e i territori che abita e che hanno fatto parte negli anni Ottanta di quell’ampio movimento culturale definito in seguito “nuova fotografia italiana di paesaggio”.

L’occasione è data dalla presenza dei lavori di entrambi nel progetto Piazza dell’Immaginario. Olivio Barbieri e Andrea Abati sono rispettivamente presenti con le opere Mantova, 1980 e Borgo San Lorenzo, dalla serie La forza della natura, 2014.

Nel 1982, nello storico spazio di via Pugliesi 23, Dryphoto arte contemporanea organizza la prima personale di Olivo Barbieri, da quella data al 1994 ha ospitato i suoi lavori in diverse mostre personali e collettive. In quel periodo il rapporto dell’artista con Prato è stato molto frequente e immagini della città sono entrate a far parte della sua ricerca.

Negli anni successivi Barbieri ha poi sviluppato una sua particolare poetica che unisce alla narrazione interessanti espedienti visivi.

Attualmente è in corso una sua grande retrospettiva Olivo Barbieri. Immagini 1978-2014 presso il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma con oltre cento opere divise in sette sezioni. Nell’introduzione alla mostra la curatrice Francesca Fabiani sintetizza in queste parole una caratteristica fondamentale del lavoro di Barbieri: “…Olivo Barbieri va in giro per le città non con l’attitudine documentarista ma perché è interessato alla forma della città, a tutto ciò che della città viene scelto come icona. …”

Punto di partenza del lavoro di Abati è stata l’analisi delle trasformazioni del paesaggio architettonico industriale, l’osservazione simbolica della natura antropizzata, l’attenzione all’avvicendarsi delle genti e al mutamento del tessuto sociale della città attraverso un uso della fotografia e del video come strumento di conoscenza e di relazione tra il sé e il mondo fino ad arrivare alla necessità di intervenire nella sfera pubblica. Abati ha da sempre dedicato un’attenzione particolare alla città di Prato dove vive e lavora.

Schede

Olivo Barbieri (Carpi, MO, 1954) inizia a fotografare negli anni Settanta fino a diventare uno dei più grandi autori della fotografia contemporanea. Dal 1971 intensifica il suo interesse sul linguaggio della fotografia. Realizza Flippers 1977-1978, una serie dedicata al ritrovamento di un deposito abbandonato dove si assemblavano pinball machines. Le immagini dei flipper agiscono come deposito della cultura e dell’immaginario di un’intera epoca. Partecipa a Viaggio in Italia, Bari 1984. All’inizio degli anni Ottanta inizia il progetto sull’illuminazione artificiale nella città europea e orientale. Dal 1989 viaggia abitualmente in Oriente, soprattutto in Cina, sviluppando un progetto ancora in corso sui temi del grande cambiamento in atto. Nel 1996 il Folkwang Museum di Essen gli dedica la prima retrospettiva. Nel 2003 inizia il progetto site-specific_ che coinvolge 40 città nel mondo. Le serie site-specific_ 2003-2013, Parks 2003-2014, Real Words 2008-2013, Images 1978-2007, Virtual Truths 1996-2002 e Artificial Illuminations, 1980-2014 raccolgono le sue riflessioni più significative sul rapporto tra realtà, percezione e rappresentazione. Il suo lavoro è stato esposto presso musei, istituzioni e gallerie private in Italia e all’estero; ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

Andrea Abati (Prato, 1952) si occupa di fotografia dalla fine degli anni Settanta. Tra i suoi lavori più noti: I Luoghi del Mutamento, una serie iniziata nel 1988, indubbiamente il progetto di maggiore complessità e anche il più noto, dove urgente è l’attenzione al paesaggio industriale contemporaneo e ai mutamenti della realtà sociale; I Luoghi della Natura (1997), una serie di visioni notturne, oniriche, dove il mare diventa luogo di riflessione sull’identità contemporanea; del 2012 è la serie La Forza della Natura. Dal 2008 si occupa anche di video. Per l’artista abbandonare il concetto di opera e pensare di innescare pratiche artistiche nella sfera pubblica può in certi momenti diventare prioritario, è sua la costruzione di Giardino Melampo/Mandela Garden 1, Prato, 2013. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive in Italia, Francia, Austria, Belgio, Germania, USA, Canada.

Piazza dell’Immaginario trasforma il tessuto urbano e con esso le aspettative, i ricordi e i desideri legati agli spazi coinvolti. É un progetto che nasce nel 2014 dalla volontà di rendere migliore e più accogliente il quartiere dove Dryphoto arte contemporanea ha sede e nel quale è condensata, in una piccola superficie, un’ampia diversità di culture, realtà, ambienti socioeconomici, interessi e necessità. Nell’edizione 2015 opere di Francis Alÿs, Olivo Barbieri, Bianco-Valente, Pantani-Surace e Bert Theis si sono aggiunte ai lavori di Andrea Abati, Gabriele Basilico, Bleda y Rosa e del gruppo R.E.P. Revolutionary Experimental Space installati nel 2014.

Maggiori informazioni su: http://www.dryphoto.it/new/portfolio/2049

Immagine: Olivo Babieri, Mantova, 1980,  Piazza dell’Immaginario, Prato

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