È on line il video integrale della tavola rotonda “La via della Cina – Fotografia fra documentazione, metafora del reale, appartenenza e identità,  2019” che si è tenuta sabato 23 novembre al Centro Pecci di Prato e all’interno della quale sono stati presentati i lavori realizzati dai tre vincitori della seconda edizione del bando “La Via della Cina” rivolto ad artisti under 35 che operano in Toscana: Chiara De Maria / Andrea Palummo, Ai Teng e Magda Typiak.

I relatori della tavola rotonda – Vittorio Iervese, sociologo, Università di Modena e Reggio Emilia, Direttore Festival dei Popoli; Luca Molinari, critico e storico dell’architettura, Università della Campania; Teresa Serra, storica dell’arte, moderati da Filippo Maggia, curatore del progetto – hanno parlato di identità e trasformazioni, ma anche di come certi progetti di arte possono diventare strumenti utili ed efficaci per lo studio dei cambiamenti storici, politici e architettonici delle città.

La tavola rotonda è stata aperta dai saluti istituzionali di Stefano Pezzato, Responsabile Collezioni e Archivi, Centro Pecci; Ilaria Bugetti, Consigliere della Regione Toscana; Simone Mangani, Assessore alla Cultura del Comune di Prato; Mariagrazia Ciambellotti, Dirigente I.I.S.S. Carlo Livi; Marzia De Marzi, Presidente Ordine degli Architetti P. P. e C. della Provincia di Prato; Luca Zhou Long, Presidente Associazione Ramunion.

La Via della Cina 2019 è un progetto organizzato da Dryphoto arte contemporanea, Vittoria Ciolini, Serena Becagli, Andrea Abati; realizzato con il contributo di Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea2019 Giovanisì e Comune di Prato, Assessorato alla Cultura. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con: Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana / Centro Pecci Prato; Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi, Prato; CPIA 1 Prato; Ordine Architetti PPC della Provincia di Prato; Italia Nostra Prato; Circolo Culturale E. Curiel; Ramunion Italia; Comitato Via delle Segherie; Pratosfera.

Per favorire la ricerca degli interventi qui di seguito il minutaggio:

introduzione di  Vittoria Ciolini, Presidente di Dryphoto arte contemporanea; 4.37  Stefano Pezzato, Responsabile Collezioni e Archivi, Centro Pecci; 8.19  Ilaria Bugetti, Consigliere della Regione Toscana; 12.47  Simone Mangani, Assessore alla Cultura del Comune di Prato; 15.53 Mariagrazia Ciambellotti, Dirigente I.I.S.S. Carlo Livi; 19.09  Luca Long, Presidente Associazione Ramunion; 19.53  Filippo Maggia, curatore del progetto; 21.22  Magda Typiak; 29.40 Ai Teng; 47.24  Chiara De Maria; 1.09.07  Vittorio Iervese; 1.21.37  Teresa Serra Errante; 1.28.59  Luca Molinari

 

Sabato 23 novembre al Centro Pecci di Prato si è tenuta la tavola rotonda “La via della Cina – Fotografia fra documentazione, metafora del reale, appartenenza e identità,  2019” all’interno della quale sono stati presentati i lavori realizzati dai tre vincitori della seconda edizione del bando “La Via della Cina” organizzato da Dryphoto arte contemporanea, a cura di Filippo Maggia, rivolto ad artisti under 35 che operano in Toscana: Chiara De Maria / Andrea Palummo, Ai Teng e Magda Typiak. I giovani artisti sono stati invitati da Dryphoto a lavorare, durante una residenza di circa dieci giorni, nel quartiere del Macrolotto Zero di Prato, per produrre una documentazione che interpretasse la storia di questa parte della città, caratterizzata da un’alta concentrazione di popolazione di origine cinese, tanto da essere chiamata la Chinatown o China-street di Prato.

Il bando chiedeva di “costruire una narrazione emotivamente evocativa che esplori la relazione fra paesaggio urbano e l’elemento umano, registri i temi del cambiamento strutturale e antropologico della città, costruisca un terreno comune fra arte e geopolitica proponendo la pratica fotografica come poetica civile”.
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La Via della Cina 2019, tavola rotonda al Centro Pecci
Gli artisti che hanno vinto il bando, e hanno realizzato le campagne fotografiche e video all’interno del Macrolotto Zero, sono in realtà quattro, perché Chiara De Maria (Correggio RE – 1992) e Andrea Palummo  (Pisa – 1987) si sono presentati come duo e hanno realizzato un video in cui vengono evidenziati il caos e la tensione che gli artisti hanno percepito all’interno di questo quartiere. Chiara e Andrea si sono conosciuti al “Master di alta formazione sull’Immagine Contemporanea di Fondazione Fotografia Modena” e per questo progetto hanno deciso di dedicare la loro attenzione al 20% di residenti italiani rimasti nel quartiere, andando a raccogliere le loro impressioni sulla trasformazione di questa parte della città, testimonianze tutte dal tono piuttosto preoccupato e quasi senza speranza. Alla tensione delle riprese, e della parole dette dagli adulti si contrappongono i ritratti, accompagnati da un audio con le interviste, di cinque adolescenti di origine cinese. Sono cinque studenti del Liceo Livi, che hanno collaborato con gli artisti in questo progetto, “una generazione di adolescenti che si interroga sulla propria identità e si prepara a compiere una scelta: tutti loro fra un anno dovranno decidere se avere la cittadinanza italiana oppure cinese”.
Andrea Palummo e Chiara De Maria, Double face, still da video
Andrea Palummo e Chiara De Maria, Double Face, ritratto di Davide, 2019
L’artista cinese Ai Teng (Shandong, Cina – 1989), educata dall’infanzia alla pittura tradizionale cinese, ha studiato e si è laureata al CAFA (Central Academy of Fine Arts) di Pechino, si è iscritta poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città dove ha deciso di restare a vivere e lavorare. La sua residenza nel quartiere cinese di Prato per “La Via della Cina 2019” diventa per lei una sorta di vacanza, un modo per tornare alle sue origini e ritrovare suoni e ricordi della sua terra. Inizia così una performance che viene presentata attraverso una serie di trentacinque scatti dal titolo “Vacanze pratesi”. Qui Ai Teng si mischia con la popolazione locale e si fa fotografare mentre va dal parrucchiere, a fare la spesa, mentre si fa fare un massaggio tradizionale cinese o sale a bordo di un taxi (cinese). In diverse occasioni si sostituisce alle persone del quartiere facendosi fotografare nelle vesti di una pescivendola, di un’ortolana, di una commessa o riproducendo gesti visti fare agli abitanti del quartiere come quello di cullare un bambino in mezzo di strada indossando un tipico pigiama cinese.
Perlustrando il quartiere, Ai Teng ritrova i sapori della sua infanzia nei ristoranti e nelle botteghe ma trova anche la voce di una famosa cantante cinese in uno dei tanti karaoke frequentati dagli abitanti del Macrolotto Zero. La sua vacanza si conclude a bordo di una bicicletta, quando chiede a un signore di darle un passaggio fino a centro della città.
Ai Teng, Vacanze pratesi, 2019
Ai Teng, Vacanze pratesi, 2019
19 Dal parrucchiere I_low
18 Nanna del bambino in via IX agosto_low
10 Lavorante in pescheria_low
Magda Typiak, nata nel 1991 in Polonia, si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Danzica (Master of Arts) e presso la Facoltà di Belle Arti di Torun; è venuta poi in Italia nel 2016 per studiare presso il Dipartimento di Film e Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Da un po’ di tempo vive e lavora a Firenze.
Interessata da sempre all’indagine dell’identità individuale e collettiva, ha lavorato sulla presenza e la visibilità degli esseri umani che vivono e si muovono nel quartiere del Macrolotto Zero, realizzando una serie fotografica e un video dal titolo “Figure Out”.
L’artista polacca ha presentato un progetto fotografico realizzato interamente in bianco e nero con una macchina analogica, andando così a creare un ulteriore filtro all’impossibilità di incrociare lo sguardo delle persone. Gli incontri sono avvenuti solo attraverso il mezzo fotografico, creando un gioco di assenze e apparizioni, puntando spesso l’obbiettivo su vetri, specchi e riflessi. Anche nel video, in cui i movimenti sono fluidi e quasi impercettibili, si avvertono presenze fugaci e una lontananza amplificata da un silenzio surreale, ottenuto togliendo volutamente l’audio al filmato.
Magda Typiak ha voluto giocare con il doppio senso della parola “Figure Out” che in inglese significa comprendere, capire, ma prendendo singolarmente i due termini possiamo riflettere su una sorta di “esclusione”, come se le figure e le sagome che appaiono nel suo lavoro fossero letteralmente e metaforicamente “tagliate fuori”, fino a sfuggire alla loro stessa comprensione.
Magda Typiak, Figure Out, 2019
Magda Typiak, Figure out, 2019
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I relatori della tavola rotonda – Vittorio Iervese, sociologo, Università di Modena e Reggio Emilia, Direttore Festival dei Popoli; Luca Molinari, critico e storico dell’architettura, Università della Campania; Teresa Serra, storica dell’arte, moderati da Filippo Maggia, curatore del progetto – hanno parlato di identità e trasformazioni, ma anche di come certi progetti di arte possono diventare strumenti utili ed efficaci per lo studio dei cambiamenti storici, politici e architettonici delle città.

 Vittoria Ciolini introduce la tavola rotonda La Via della Cina al Centro Pecci

Dryphoto arte contemporanea si è dichiarata soddisfatta per la riuscita anche di questa seconda edizione e, insieme ad altri professionisti del mondo dell’arte, ha auspicato di poter produrre presto una mostra e una pubblicazione con tutti i progetti realizzati dagli artisti in questi due anni.

 Gli studenti del Liceo Livi alla tavola rotonda La Via della Cina con la loro piccola pubblicazione

È stata preziosa la collaborazione degli studenti di origine cinese dell’Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi – Angela Wang, Caterina Ye, Chiara Weng, Davide Mo e Kelly Hu – impegnati nel “Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento”, coordinati dalla professoressa Paola Puppo, che hanno accompagnato gli artisti per far loro conoscere il quartiere diventando assistenti, guide, mediatori culturali, traduttori, ma anche importanti punti di vista sul futuro di questa città.

 La Via della Cina 2019 è un progetto organizzato da Dryphoto arte contemporanea, Vittoria Ciolini, Serena Becagli, Andrea Abati; realizzato con il contributo di Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea2019 Giovanisì e Comune di Prato, Assessorato alla Cultura. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con: Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana / Centro Pecci Prato; Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi, Prato; CPIA 1 Prato; Ordine Architetti PPC della Provincia di Prato; Italia Nostra Prato; Circolo Culturale E. Curiel; Ramunion Italia; Comitato Via delle Segherie; Pratosfera.

Filippo Maggia, Simone Mangani e Stefano Pezzato

La tavola rotonda è stata aperta dai saluti istituzionali di Stefano Pezzato, Responsabile Collezioni e Archivi, Centro Pecci; Ilaria Bugetti, Consigliere della Regione Toscana; Simone Mangani, Assessore alla Cultura del Comune di Prato; Mariagrazia Ciambellotti, Dirigente I.I.S.S. Carlo Livi; Marzia De Marzi, Presidente Ordine degli Architetti P. P. e C. della Provincia di Prato; Luca Zhou Long, Presidente Associazione Ramunion.

Magda Typiak, Chiara De Maria e Ai Teng
La Via della Cina 2019

La via della Cina, campagna fotografica 2019

seconda edizione
Progetto a cura di Filippo Maggia

Tavola rotonda sabato 23 novembre 2019
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
ore 16:00 – 19:30
La via della Cina – Fotografia fra documentazione, metafora del reale, appartenenza e identità,  2019

Presentazione dei progetti realizzati da
Chiara De Maria, Andrea Palummo, Ai Teng, Magda Typiak, vincitori di questa edizione

Relatori:
Vittorio Iervese, sociologo, Università di Modena e Reggio Emilia, Direttore Festival dei Popoli
Luca Molinari, critico e storico dell’architettura, Università della Campania
Teresa Serra Errante, storica dell’arte
modera Filippo Maggia, curatore del progetto

Organizzazione Dryphoto arte contemporanea
con il contributo di:
Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea2019 Giovanisì
Comune di Prato, Assessorato alla Cultura

in collaborazione con:
Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana / Centro Pecci Prato; Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi, Prato; CPIA 1 Prato; Ordine Architetti PPC della Provincia di Prato; Italia Nostra, Prato; Circolo Culturale E. Curiel; Ramunion Italia; Comitato Via delle Segherie; Pratosfera

La Via della Cina, il bando rivolto ad artisti under 35 operanti in Toscana, giunge alla sua seconda edizione e prosegue il racconto sulle trasformazioni del quartiere del Macrolotto Zero di Prato.

Il Macrolotto Zero è una piccola area dove, all’interno di una struttura con costruzioni tipiche del modello pratese “Città fabbrica”, sono condensati un’ampia diversità di culture, ambienti socio-economici, interessi, necessità e primi segni dell’auspicato cambiamento in distretto creativo.

La maggior parte dei nuovi cittadini di origine cinese abita in questo quartiere e la massima concentrazione si ha in via Pistoiese denominata dalla comunità “via della Cina”, qui gli autoctoni residenti sono meno del 20%.

Il progetto “La via della Cina 2019” vuole realizzare una serie di campagne fotografiche (comprese opere video a corredo del lavoro fotografico) per produrre una documentazione che interpreti la storia di questa parte della città e questo fenomeno, per costruire una narrazione emotivamente evocativa che esplori la relazione fra paesaggio urbano e l’elemento umano, registri i temi del cambiamento strutturale e antropologico della città, costruisca un terreno comune fra arte e geopolitica proponendo la pratica fotografica come poetica civile.

Quest’anno gli artisti che hanno lavorato al progetto sono quattro: Andrea Palummo e Chiara De Maria (che presentano un lavoro a quattro mani), Ai Teng e Magda Typiak, scelti attraverso un bando che ha visto la partecipazione di molti artisti che operano sul territorio toscano.

Come lo scorso anno è stata preziosa la collaborazione degli studenti di origine cinese dell’Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi – Angela, Caterina, Chiara, Davide e Kelly – impegnati nel “Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento”, coordinati dalla professoressa Paola Puppo, che hanno accompagnato gli artisti  per far loro conoscere il quartiere  diventando assistenti, guide, mediatori culturali, traduttori.

Dryphoto arte contemporanea, dopo un’attività di quasi trent’anni nel centro storico di Prato, con una sede distaccata in quest’area ricca di stimoli, conflitti, contraddizioni, già dal 2002, si sposta definitivamente in via delle Segherie nel 2011. Sono stati molti in questi anni i progetti e le azioni volti a migliorare la qualità della vita in questa parte della città attraverso lo strumento che abitualmente Dryphoto usa: l’arte.

Se alcune edizioni di Spread in Prato (2002-2006) a cura di Pier Luigi Tazzi, avevano toccato anche il Macrolotto Zero introducendosi attivamente “nei luoghi della produzione e del consumo, mettendosi in diretta relazione non solo con l’abituale e abituato mondo dell’arte ma entrando in diretto contatto con la vita di tutti i giorni”, molti dei progetti attivati in seguito sono andati direttamente a lavorare sul quartiere.
Nel 2006, con macrolotto_zero, Andrea Abati aveva portato una serie di pratiche di ascolto, relazionali, conviviali, invitando artisti e operatori a lavorare tra via Cavour, via Filzi, via Colombo e via delle Segherie, le strade che circondano il suo studio.
Di fianco alla sede di Dryphoto nel 2013 con Giardino Melampo, Andrea Abati trasforma una piccola discarica abusiva in un giardino aperto a tutti, ancora oggi frequentato dagli abitanti di questa zona.
Gli interventi realizzati dalle edizioni di Piazza dell’Immaginario (2014-2016) a cura di Alba Braza, hanno formato negli anni un percorso di nuovi spazi e luoghi d’incontro, con opere di artisti come Andrea Abati, Francis Alÿs, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Bianco Valente, Pantani-Surace, Bert Theis.

Nel 2018 con Filippo Maggia, Dryphoto ha pensato di iniziare questa serie di campagne fotografiche La via della Cina per inserirsi nel quartiere attraverso lo sguardo di giovani artisti e lasciare un segno d’incontro e d’interazione con una comunità, anche tramite la collaborazione e il dialogo con i residenti.

L’idea di Dryphoto e di Filippo Maggia è quella di restituire il progetto tramite una tavola rotonda durante la quale gli artisti presentano e raccontano il proprio lavoro, ed esperti di diverse materie riflettono sul cambiamento delle città, sui loro abitanti, sulla rappresentazione e la documentazione di eventi come l’immigrazione, la coesistenza e l’arte come possibile strumento di vita e di incontro.

Le opere realizzate vanno a costituire un archivio e sono raccolte in una pubblicazione, al momento consultabile solo in rete.

Sabato 12 ottobre nella sede di Dryphoto gli artisti vincitori della seconda edizione de La Via della Cina si sono incontrati con il curatore del progetto Filippo Maggia per una lettura dei portfolio e per gettare le linee guida del loro intervento da realizzare durante la residenza a nel quartiere del Macrolotto Zero.

La restituzione del progetto avverrà durante una tavola rotonda che si terrà al Centro Pecci di Prato il 23 novembre.

Ecco i nomi dei vincitori:

Andrea Palummo, Pisa 1987 e Chiara De Maria, Correggio (RE), 1992

Ai Teng, Shandong (Cina), 1989, vive a lavora a Firenze

Magdalena Typiak, Polonia, 1991, vive e lavora a Firenze

 

andreapalummo chiarademaria

Andrea Palummo, Pisa 1987 e Chiara De Maria, Correggio (RE), 1992 si conoscono nel 2016 durante il biennio al Master di alta formazione sull’Immagine Contemporanea di Fondazione Fotografia Modena.
Da marzo 2019 collaborano alla nascita di The Tuscan House of Photography, progetto, che nasce nel territorio toscano, Palaia (PI) e che aspira a diventare un luogo di aggregazione e scambio tra fotografi; un punto d’incontro e confronto per artisti emergenti e affermati.

La ricerca fotografica di Andrea volge il suo sguardo sulla relazione tra paesaggio urbano e l’essere umano con una particolare sensibilità alle dinamiche sociali che ne scaturiscono. La stessa attenzione per l’individuo rappresentante di una società e la connessione tra cultura e ambiente architettonico sono state le chiavi di ricerca del progetto video realizzato da Chiara De Maria durante i mesi di residenza a Bucarest nel 2018.

Entrambi convinti che entrando in connessione come persone e come fotografi con la storia di un individuo si possa arrivare a raccontare un cambiamento più ampio e metaforico di un fenomeno culturale.
La via della Cina 2 è la possibilità per loro di collaborare in una ricerca di interesse affine scegliendo di unire la street photography alla video arte con un comune approccio vicino al documentaristico.

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Ai Teng, nata in Shandong (Cina) nel 1989, educata dall’infanzia alla pittura tradizionale cinese studia, si laurea al CAFA (Central Academy of Fine Arts) di Pechino nell’anno scolastico 2011/2012.
Durante gli anni dell’accademia partecipa a importanti progetti d’arte pubblica in particolare nella città di Ordos. Il lavoro finale viene acquisito alla collezione del CAFA ed esposto a Londra nel 2013 nella mostra collettiva “Golden Square”.

Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2013/2014 e partecipa alla mostra “Start Point Segno contemporaneo” a Firenze 2013 riceve il premio Start Point 2013/2014 per una sua installazione partecipa alla mostra collettiva “giovani artisti cinesi in Italia” a Le Murate – Firenze nell’aprile 2016 con lavori video. Laureata nell’a.a. 2016/2017 con una tesi sull’incontro fra poesia, scrittura, segno e arte visiva nella pittura classica cinese e nell’arte contemporanea, vive e lavora a Firenze.

Magdalena Typiak nata nel1991 in Polonia, si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Danzica (Master of Arts) e presso la Facoltà di Belle Arti di Torun. Nel 2016, ha studiato presso il Dipartimento di Film e Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Le sue opere sono state esposte in mostre e festival in Polonia e ed altre città tra cui Atene, Vienna e l’Istituto di Cultura Polacca a Minsk (Bielorussia). Nel 2015 ha preso parte al Festival “Under Construction” di Varsavia e nel 2016 il suo video le è valso il premio principale in un festival internazionale di arte studentesca presso la Wozownia Art Gallery di Torun.

I film, le fotografie e le installazioni che crea sono creazioni post-percettive. Nei suoi pezzi minimalisti (delicate decostruzioni di spazi) pone domande sull’identità, sia la sua, sia quella collettiva.
Attualmente, vive e lavora a Firenze collaborando con Ela Białkowska del OKNOstudio, studio fotografico specializzato nella documentazione di arte contemporanea. Come vincitrice di una borsa di studio finanziata dal sindaco di Torun per l’anno 2019, sta lavorando alla pubblicazione del suo primo libro di fotografie chiamato “Presence”.

Bando di concorso

La via della Cina, campagna fotografica 2019
3 residenze per fotografi under 35
Progetto a cura di Filippo Maggia

La seconda edizione di La via della Cina lancia una nuova campagna fotografica che continua l’indagine all’interno del quartiere Macrolotto Zero.
Una piccola area dove, all’interno di una struttura con costruzioni tipiche del modello pratese “Città fabbrica”, sono condensati un’ampia diversità di culture, ambienti socio economici, interessi, necessità e primi segni dell’auspicato cambiamento in distretto creativo.
Prato è una città di 194.590 abitanti di cui 40.536 stranieri, dei quali  22.897 di origine cinese, più del doppio se si calcolano i non regolari.
La maggiore parte dei nuovi cittadini di origine cinese abita nella zona del Macrolotto Zero e la massima concentrazione si ha in via Pistoiese denominata dalla comunità via della Cina, nel quartiere gli autoctoni residenti sono meno del 20%.

Il bando lancia una campagna fotografica (potranno essere presentate anche opere video a corredo di opere fotografiche) che sarà realizzata da 3 artisti under 35 operanti in Toscana che lavoreranno in residenza per produrre una  documentazione che  interpreti la storia di questa parte della città e questo fenomeno, per costruire una narrazione emotivamente evocativa che esplori la relazione fra  paesaggio urbano e l’elemento umano, registri i temi del cambiamento strutturale e antropologico della città, costruisca un terreno comune fra arte e geopolitica proponendo la pratica fotografica come poetica civile.

La campagna si concluderà con un convegno e la proiezione del lavoro fatto dai fotografi per riflettere sulla fotografia come strumento di analisi e interpretazione di un territorio.

Obiettivi

–  Promuovere la creatività giovanile attraverso le residenze di quattro giovani artisti under 35
–  Interpretare/documentare il cuore di quella che viene definita come la Chinatown pratese attraverso una campagna fotografica.
–  Produrre un archivio del contemporaneo di uso pubblico.
–  Coinvolgere gli abitanti affinché il progetto sia condiviso.
–  Realizzare un convengo per riflettere sulla fotografia come strumento di analisi e
   interpretazione del territorio insieme a sociologi, urbanisti antropologi.
–  Rendere visibile il lavoro degli artisti attraverso una  proiezione durante il convengo e attraverso una pubblicazione digitale.

Destinatari
Fotografi italiani o stranieri under 35 che operano in Toscana.

Scadenze e tempistica      

Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12 del 30 settembre 2019.
I nomi dei vincitori saranno resi pubblici entro il 5 ottobre  2019.
Il periodo di residenza è dal  20 al 30 ottobre  2019.
Entro il 5 novembre 2019 i vincitori dovranno presentare le loro opere compiute.
Il convegno si terrà intorno alla metà di novembre (la data verrà comunicata durante la residenza).

Modalità di partecipazione

a)  Entro non oltre le ore 12 del 30 settembre 2019 i candidati dovranno presentare i seguenti documenti e materiali:

            – modulo di partecipazione (scarica il PDF modulopartecipazione2019laviadellacina)compilato in tutte le sue parti;
            – curriculum vitae (con eventuale indicazione di link e web personali);
            – portfolio;
            – lettera motivazionale di partecipazione (max 4000 battute);
            – copia digitale documento d’identità valido;

b)  i documenti e materiali sopra elencati dovranno essere trasmessi via email in formato digitale (jpg o pdf) raggruppati in una unica cartella compressa in formato .zip che riporti il nome del candidato. Tale file .zip non dovrà superare i 5 (cinque) mb;

c)  i documenti e materiali dovranno essere inviati esclusivamente al seguente indirizzo
     info@dryphoto.it con oggetto “candidatura La via della Cina”;

d)  le candidature devono essere presentate esclusivamente in lingua italiana;

e)  non saranno prese in considerazione candidature e documenti trasmessi con modalità diverse da quelle indicate;

f)   la Segreteria invierà comunicazione alle candidature accettate;

g)  i vincitori hanno l’obbligo di partecipare alla presentazione dei lavori durante il convegno che si terrà intorno alla metà di novembre, la  data esatta sarà comunicata durante la residenza.

Commissione e indicatori di valutazione

a)  Una commissione formata dal curatore e da due rappresentanti dell’ente organizzatore, vaglierà le candidature e individuerà i vincitori.

b)  Il giudizio della commissione è inappellabile,

c)  La Commissione opererà sulla base delle finalità fondanti del Concorso e individuerà i vincitori secondo i seguenti INDICATORI DI VALUTAZIONE:

     – Lettera motivazionale
     – Curriculum artistico
     – Portfolio

Premi e modalità di erogazione

Ciascun vincitore riceverà un premio complessivo di € 1.500,00 (millecinquecento) lordi per la copertura forfettaria di tutti i costi relativi alla residenza (viaggio, vitto, alloggio, trasporti locali, accessi, ecc) e alla produzione del lavoro.
I premi saranno erogati ad ogni vincitore con due diversi pagamenti mediante bonifico bancario.
Il primo bonifico sarà effettuato all’inizio della residenza, il secondo  alla consegna del lavoro e dietro presentazione di una relazione.

Diritti e Utilizzo delle Opere

a) I vincitori cederanno il diritto d’uso delle opere prodotte e metteranno a disposizione degli organizzatori, a titolo gratuito, i file digitali delle opere, in alta risoluzione e liberi da diritti per pubblicazioni editoriali, divulgazione on-line, materiali illustrativi e promozionali;

b) la proprietà intellettuale e il copyright delle opere realizzate spettano ai fotografi vincitori, fatto salvo quanto indicato nel presente articolo;

c) le opere prodotte per questo progetto potranno essere utilizzate dall’autore, o cedute a terzi dall’autore, solo con l’impegno di citare per l’utilizzazione la didascalia: Courtesy La via della Cina, Dryphoto arte contemporanea, Prato

d) gli organizzatori si riservano il diritto di riprodurre, presentare e pubblicare integralmente o in parte le immagini delle opere, senza alcun onere ulteriore, per tutti gli scopi ad uso non commerciale. I suddetti utilizzi saranno a discrezione degli organizzatori e il vincitore non potrà esigere alcun compenso o avanzare qualsiasi altra pretesa;

e) i vincitori avranno diritto garantito alla citazione del proprio nome quali autori dell’opera in occasione di tutte le forme di utilizzo;

f) gli organizzatori garantiscono ai vincitori di rispettare l’autorialità delle opere consegnate e di non effettuare interventi che ne alterino la natura;

g) gli organizzatori si riservano il diritto di insindacabilità sulle scelte curatoriali per la proiezione delle opere dei vincitori del Concorso;

h) gli organizzatori declinano qualsiasi responsabilità sull’utilizzo, da parte del vincitore,

di opere realizzate da terzi coperte da copyright o altri diritti, senza l’autorizzazione dell’autore originario.

Regole Generali

a) La partecipazione al Concorso implica automaticamente l’incondizionata accettazione, da parte dei candidati, di tutte le condizioni, procedure e criteri stabiliti dal presente Bando;

b) tutte le candidature incomplete o che non rispettino le condizioni e indicazioni del presente Bando sono escluse dal Concorso;

c) la partecipazione al Concorso è gratuita e non prevede costi di iscrizione;

d) la copia dei documenti di identità dei candidati vale come autocertificazione della titolarità e veridicità di quanto inviato;

e) gli organizzatori non si assumono responsabilità per materiali e/o documenti spediti e non pervenuti né per qualsiasi problema o circostanza che possa inibire lo svolgimento o la partecipazione al Concorso, compresi eventuali problemi tecnici e/o tecnologici;

f) gli organizzatori si riservano il diritto insindacabile di prorogare la scadenza del Concorso o di riaprirlo, ovvero di revocare il Concorso già bandito;

g) gli organizzatori si riservano il diritto di decidere su questioni non previste dal presente Bando.

h) la traduzione del presente Bando in una qualsiasi lingua ha solamente valore informativo, in caso di controversia farà fede il testo in italiano.

i) non verranno fornite valutazioni preventive sull’ammissibilità delle candidature o sull’esito della selezione.

 
Privacy              
a) Con l’iscrizione al Concorso, ai sensi della Legge 196/2003 e ss.mm.ii., i candidati autorizzano gli organizzatori al trattamento anche informatico dei dati personali e all’utilizzo degli stessi per tutti gli usi connessi al Concorso.
b) Tali dati possono essere comunicati unicamente alle Amministrazioni pubbliche o persone giuridiche direttamente interessate alla selezione dei progetti vincitori.
c) La comunicazione dei dati personali è obbligatoria per la partecipazione al Concorso.
d) Ai candidati interessati sono riconosciuti i diritti di cui all’art. 7 del D.Lgs. 196/2003.

Scarica l’allegato il bando_laviadellacina_2019 e il modulopartecipazione2019laviadellacina_

Per informazioni:
Dryphoto arte contemporanea
Via delle Segherie 33a, 59100 Prato
tel. +39 0574603186 – +39 3472297801  info@dryphoto.it
Organizzazione
Dryphoto arte contemporanea
con il contributo di
Regione Toscana Toscanaincontemporanea2019 Giovanisì

in collaborazione con
Comune di Prato, Assessorato alla Cultura
Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana / Centro Pecci Prato
Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi, Prato
CPIA 1 Prato
Ordine Architetti  PPC della Provincia di Prato
Italia Nostra, Prato
Circolo Culturale E. Curiel
Ramunion Italia
Comitato Via delle Segherie Libera
Pratosfera

La via della Cina – Fotografia fra documentazione, metafora del reale, appartenenza e identità

Tavola rotonda e presentazione dei risultati della campagna fotografica “La via della Cina”
sabato 17 novembre ore 15.30 Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
saluti dei rappresentanti delle istituzioni Irene Sanesi, Presidente Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana, Centro Pecci
Alessandro Compagnino, Direzione Cultura e Ricerca Regione Toscana
Simone Mangani, assessore alla cultura del Comune di Prato
Tiziano Pierucci, Dirigente Scolastico Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi, Prato
Presentazione dei risultati della campagna fotografica “La via della Cina”
progetto a cura di Filippo Maggia
con i lavori di Emanuele Camerini, Filippo Steven Ferrara, Erika Pellicci, Jacopo Valentini
relatori
Vittorio Iervese, sociologo, Università di Modena e Reggio Emilia
Giorgio Pizziolo, architetto e urbanista
Michele Smargiassi, giornalista curatore del Blog Fotocrazia.it – Repubblica.it
Gli artisti sono stati accompagnati da Adriano, Angela, Chicraiven, Giulia, Filippo, Flavia, Rossana, Silvia e Stella, nove studenti di origine cinese dell’Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi che hanno collaborato al progetto, coordinati dalla professoressa Paola Puppo, come guide e mediatori culturali all’interno del programma di alternanza scuola-lavoro.
Progetto realizzato con il contributo di
Regione Toscana nell’ambito di ToscanaIncontemporanea2018 GiovaniSì
Comune di Prato – Assessorato alla Cultura
in collaborazione con Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci e Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi di Prato.
Organizzazione Dryphoto arte contemporanea, Vittoria Ciolini, Serena Becagli, Andrea Abati

Martedì otto gennaio 2019 siamo stai invitati al MACRO, Museo d’arte contemporanea Roma per raccontare La via della Cina, il progetto a cura di Filippo Maggia organizzato da Dryphoto arte contemporanea nella “chinatown” pratese che ha prodotto la campagna fotografica presentata a novembre al Centro Pecci di Prato. Al MACRO Abbiamo parlato brevemente dei progetti organizzati negli anni da Dryphoto a Prato e nel quartiere del Macrolotto Zero, a seguire i fotografi Emanuele Camerini, Filippo Steven Ferrara, Erika Pellicci e Jacopo Velentini hanno presentato i loro lavori raccontando le loro idee e la loro esperienza in questo quartiere in continua mutazione.

Grazie a tutti i presenti, al MACRO per l’invito, alla Regione Toscana e al Comune di Prato – Assessorato alla Cultura  per aver sostenuto il progetto che ha visto la collaborazione del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e dell’Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi.

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Comunicato stampa dell’evento in PDF: laviadellacina_macro

 

La versione digitale del catalogo La Via della Cina è consultabile sul profilo ISSUU di Dryphoto

Dopo quasi trent’anni di attività nel centro storico della città nel 2011 Dryphoto arte contemporanea decide di spostare la sede espositiva e trasferirsi nel Macrolotto Zero.

Nel 2002 avevamo aperto in questa zona, dove si stava insediando massicciamente la comunità cinese, una sede decentrata che affiancava la principale, certi che l’area sarebbe diventata la zona più viva di Prato, ricca di stimoli, conflitti, contraddizioni. Fino da allora abbiamo messo in atto una serie di progetti che, con diverse modalità, tendevano a coinvolgere gli abitanti del quartiere.

Successivamente in maniera più mirata iniziamo una serie di azioni volte a migliorare la qualità della vita in questa parte della città attraverso lo strumento che abitualmente usiamo: l’arte. Nel 2013 con Giardino Melampo, Andrea Abati trasforma una piccola discarica abusiva in un giardino aperto a tutti.

Piazza dell’Immaginario, 2014/2016, a cura di Alba Braza, è sicuramente il progetto più conosciuto e anche il più corposo: uno percorso contrassegnato da opere d’arte per dare vita a “…uno spazio dove i rapporti umani suggeriscono possibilità di scambio diverse da quelle vigenti imposte dal sistema, dove i concetti di consumo e pubblico sono sostituiti da persone, passanti e cittadini.” (Alba Braza, Piazza dell’Immaginario, 2014, Dryphoto arte contemporanea).

Dopo quattro anni, in un momento che, con l’attuazione del Piano Operativo del Comune di Prato, si vede l’avvio di importanti interventi come la costruzione di un mercato coperto, una media library, un playground, abbiamo sentito la necessità di fare il punto.

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Abbiamo pensato ad una serie di campagne fotografiche e lanciato un primo bando per quattro giovani fotografi che hanno lavorato in residenza nel Macrolotto Zero, in particolare nella Via Pistoiese denominata dalla comunità cinese, la via della Cina.

Emanuele Camerini, Filippo Steven Ferrara, Erika Pellicci, Jacopo Valentini sono i fotografi che sono stati accompagnati da Adriano, Angela, Chicraiven, Giulia, Filippo, Flavia, Rossana, Silvia e Stella, studenti di origine cinese che frequentano l’Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi, che hanno collaborato al progetto come guide e mediatori culturali all’interno del programma di alternanza scuola-lavoro.

L’obiettivo della campagna non è stato quello di mappare e dare uno sguardo definitivo su un luogo che è, in effetti, in continua trasformazione, ma di inserirsi nel quartiere attraverso lo sguardo dei giovani artisti e lasciare un segno di incontro e di interazione con una comunità, anche tramite la collaborazione e il dialogo con le generazioni più giovani.

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Alla campagna fotografica abbiamo affiancato una tavola rotonda: Fotografia fra documentazione, metafora del reale, appartenenza e identità con Michele Smargiassi, giornalista curatore Blog Repubblica.it; Vittorio Iervese, sociologo (Università di Modena e Reggio Emilia); Giorgio Pizziolo, architetto e urbanista; coordinati da Filippo Maggia curatore del progetto.

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La Via della Cina

Filippo Maggia

Concepito come un progetto in progress che in questa prima fase vede la partecipazione di quattro giovani fotografi under 35, “La Via della Cina” vuole significare altro dalla pur necessaria documentazione di un’area della città di Prato, il Macrolotto Zero, popolata in prevalenza da persone di origine cinese progressivamente migrate a partire dai primi anni novanta.

“La Via della Cina” è innanzitutto un riuscito esempio d’interpretazione libera e creativa di un processo di integrazione che ha portato benefici a entrambe le parti, residenti locali e nuovi arrivati, entrambi consapevoli di quanto oggi sia fondamentale guardare oltre, muovere verso un futuro condiviso nella pratica e condivisibile nelle sue prospettive.

Selezionati attraverso un bando sostenuto dalla Regione Toscana e dal Comune di Prato i quattro autori hanno realizzato una campagna fotografica grazie a una residenza di circa due settimane, durante le quali sono stati “accompagnati” da adolescenti cinesi di seconda generazione che li hanno introdotti nella vita quotidiana della popolosa comunità, circa 40.000 persone tra regolari e non.

La collaborazione con i giovani cinesi, bilingue, si è immediatamente rivelata strategica per i fotografi, permettendo loro di accedere a luoghi e situazioni altrimenti invisibili. Al contempo, il rapporto instaurato con questi adolescenti ha permesso ai quattro autori di capire come essi rappresentino il testimone visibile e tangibile che segna il passaggio da una generazione a quella successiva, come fosse una staffetta tra padri e figli, questi ultimi sintesi in divenire di aspettative in gran parte soddisfatte e di sogni prossimi ad avverarsi.

“UNICACINA” è il titolo della ricerca di Jacopo Valentini, raccolta di immagini dedicate a spazi e volumi del lavoro alternati a simbolici still life e squarci di luoghi sacri, fotografie chiuse fra le mura della città che sembrano piuttosto agili sliding doors fra le due comunità.

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“Dream” è il racconto fatto di sguardi e ritratti di teenager organizzato da Emanuele Camerini, una narrazione delicata nei toni quanto insistente nel voler rimanere come sospesa all’interno del Macrolotto Zero che, visto dall’alto, pare un tranquillo quartiere suburban della provincia americana.

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Filippo Steven Ferrara proprio sui giovani focalizza il suo interesse, sottolineando quanto anche l’estetica adottata da questi ragazzi coincida con la loro evoluzione antropologica, da figli di immigrati a giovani capaci di vivere appieno e con ostentato orgoglio una duplice identità culturale.

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Erika Pellicci adotta invece un registro differente, coinvolgendo la popolazione in una serie di atti performativi che assomigliano a un gioco di gruppo, di cui viene restituito allo spettatore l’atto finale, la mise en scène ultima ed essenziale, metafora del partecipare, insieme, alla costruzione di qualcosa di nuovo.

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Progetto realizzato con il contributo di Regione Toscana nell’ambito di ToscanaIncontemporanea2018 GiovaniSì e di Comune di Prato – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Centro Pecci e Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi di Prato.

 

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Bando di concorso. La via della Cina, campagna fotografica 2018.

4 residenze per fotografi under 35

Progetto a cura di Filippo Maggia – Organizzazione Dryphoto arte contemporanea.

Con il contributo di Regione Toscana Toscanaincontemporanea2018 Giovanisì, Comune di Prato – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana / Centro Pecci Prato, Istituto d’Istruzione Superiore “Carlo Livi”

È ormai di conoscenza internazionale il fenomeno della migrazione di origine cinese che coinvolge la città di Prato; cresciuto in maniera esponenziale dai primi anni Novanta fino a tre anni fa, ora si è stabilizzato intorno alle ventimila unità (20.695), più del doppio se si considerano i non regolari, su una città di poco meno di duecentomila abitanti (193.325) [dati Comune di Prato, 2017]. La maggiore parte dei nuovi cittadini di origine cinese abita nella zona del Macrolotto Zero e la massima concentrazione si ha in via Pistoiese denominata dalla comunità via della Cina, nel quartiere gli autoctoni residenti sono meno del 20%. Una piccola area dove, all’interno di una struttura con costruzioni tipiche del modello pratese “Città fabbrica”, sono condensati un’ampia diversità di culture, ambienti socio economici, interessi, necessità e primi segni dell’auspicato cambiamento in distretto creativo.

Il bando lancia una campagna fotografica (potranno essere presentate anche opere video a corredo di opere fotografiche) che sarà realizzata da 4 artisti under 35 operanti in Toscana che lavoreranno in residenza per produrre una documentazione che interpreti la storia di questa parte della città e questo fenomeno, per costruire una narrazione emotivamente evocativa che esplori la relazione fra paesaggio urbano e l’elemento umano, registri i temi del cambiamento strutturale e antropologico della città, costruisca un terreno comune fra arte e geopolitica proponendo la pratica fotografica come poetica civile.

Scadenze e tempistica:
Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12 del 30 settembre 2018.
I nomi dei vincitori saranno resi pubblici entro il 5 ottobre 2018.
Il periodo di residenza è dal 20 al 30 ottobre 2018.
Entro il 5 novembre 2018 i vincitori dovranno presentare le loro opere compiute.

La campagna si concluderà con un convegno e la proiezione del lavoro fatto dai fotografi per riflettere sulla fotografia come strumento di analisi e interpretazione di un territorio. Il convegno si terrà intorno alla metà di novembre (la data verrà comunicata durante la residenza).

Ai seguenti link i pdf con il bando e il modulo di partecipazione:

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Per informazioni:

Dryphoto arte contemporanea
Via delle Segherie 33a, 59100 Prato
tel. +39 0574603186 – +39 3472297801 info@dryphoto.it